L’asilo senza giocattoli: un esperimento psico-sociale sui più piccoli
Un progetto pedagogico introdotto in alcuni asili del Canton Zurigo sta suscitando polemiche. L’iniziativa, chiamata “asilo senza giocattoli”, prevede che per circa due mesi i bambini vengano privati dei giochi e lasciati che organizzino autonomamente il loro tempo.
Secondo i promotori, l’obiettivo è di sviluppare autonomia, creatività e competenze sociali utili anche per la prevenzione delle dipendenze. Tuttavia, diversi genitori hanno segnalato effetti negativi, come irritabilità o tristezza nei bambini durante il periodo dell’esperimento.
La questione è arrivata anche in politica: tre consiglieri comunali dell’UDC hanno chiesto alle autorità chiarimenti sulle basi scientifiche e pedagogiche del progetto.
In alcuni asili del Canton Zurigo è stato introdotto un progetto educativo che sta suscitando polemiche tra genitori e politici: per diverse settimane i bambini vengono privati di tutti i giocattoli e lasciati a gestire da soli il loro tempo. L’iniziativa, chiamata “asilo senza giocattoli”, viene presentata come uno strumento di prevenzione delle dipendenze.
Per un periodo di circa otto-dieci settimane, i giocattoli vengono rimossi dalle aule e gli insegnanti intervengono solo in caso di conflitti seri. L’idea, spiegano i promotori del progetto, è che i bambini imparino a organizzarsi autonomamente, sviluppando creatività e competenze sociali.
Secondo i servizi di prevenzione delle dipendenze del Canton Zurigo, l’iniziativa si basa sui programmi internazionali di sviluppo delle cosiddette “life skills”, promossi anche dall’Organizzazione mondiale della sanità. L’obiettivo sarebbe rafforzare capacità personali che in futuro potrebbero ridurre il rischio di comportamenti legati alle dipendenze.
Tuttavia, questa spiegazione non convince tutti. Alcuni osservatori ritengono difficile dimostrare che un’esperienza di questo tipo durante l’infanzia possa realmente prevenire problemi come alcolismo o tossicodipendenza in età adulta. Studi citati dai promotori parlano di effetti positivi sulle “competenze di vita”, ma non esistono ricerche a lungo termine che dimostrino una relazione diretta con la prevenzione delle dipendenze.
Anche alcune valutazioni ufficiali di progetti simili hanno segnalato effetti meno positivi di quanto sostenuto. In un’analisi realizzata nel Canton Argovia, diversi genitori hanno riferito cambiamenti nel comportamento dei figli durante il periodo dell’esperimento. Alcuni bambini sarebbero diventati più irritabili o aggressivi, altri più stanchi o turbati.
Una famiglia ha raccontato che il proprio figlio, che prima frequentava l’asilo con entusiasmo, dopo l’inizio del progetto avrebbe mostrato un cambiamento improvviso nel comportamento e nel benessere generale.
Le critiche riguardano anche il ruolo degli insegnanti e l’impatto sul normale programma scolastico. Con l’introduzione del Piano di studi 21, infatti, l’asilo fa ormai parte a tutti gli effetti del sistema scolastico pubblico. Alcuni genitori si chiedono quindi se sia opportuno dedicare diverse settimane a un esperimento educativo di questo tipo.
Il progetto ha ormai assunto anche una dimensione politica. A Zurigo tre consiglieri comunali dell’Unione democratica di centro (UDC) hanno presentato un’interpellanza chiedendo chiarimenti alle autorità.
Tra le domande poste vi sono i motivi per cui i bambini dell’asilo vengano considerati un gruppo a rischio per problemi di dipendenza e quali basi scientifiche giustifichino un metodo educativo che prevede di esporre i bambini a situazioni di frustrazione o stress.
Il dibattito sull’“asilo senza giocattoli” appare quindi destinato a proseguire, tra sostenitori che ne sottolineano il valore educativo e critici che ne mettono in dubbio l’efficacia.
E voi genitori cosa pensate di questo esperimento? Scriveteci i vostri commenti.
Fonte: Weltwoche,12 marzo 2026