Petizione Eliminiamo il Modulo sulla fluidità di Genere dal progetto “Sono unico e prezioso”(ASPI)

Cosa prevede la mostra interattiva

Da molti anni nelle nostre scuole viene proposto il percorso interattivo “Sono unico e prezioso”, destinato ai bambini tra i 7 e i 9 anni. Si tratta di una mostra educativa pensata per prevenire gli abusi, in particolare quelli di natura sessuale, attraverso attività guidate e momenti di discussione.

Il percorso si sviluppa in forma di laboratorio: i bambini, divisi in piccoli gruppi e accompagnati da moderatori formati, attraversano sei stazioni tematiche. In ciascuna vengono affrontati aspetti fondamentali per la protezione personale. Si parte dalla conoscenza del proprio corpo e dal messaggio centrale che ogni bambino ha il diritto di decidere su di sé. Si lavora poi sulle emozioni, imparando a riconoscerle e a fidarsi delle proprie sensazioni, soprattutto quando qualcosa “non va”.

Altre attività insegnano a distinguere tra contatti fisici positivi, negativi o ambigui, e a sviluppare la capacità di dire “no” anche in situazioni difficili. Si affronta inoltre il tema dei segreti – distinguendo tra quelli “buoni” e quelli che invece fanno stare male – e si conclude con l’individuazione di persone di fiducia a cui rivolgersi in caso di bisogno.

L’approccio è dichiaratamente preventivo: l’obiettivo non è trattare direttamente casi di abuso, ma fornire ai bambini strumenti semplici per riconoscere situazioni problematiche e reagire. Il percorso insiste molto sul rafforzamento dell’autostima e sulla consapevolezza del proprio valore, riassunta nel messaggio che ogni bambino è “unico e prezioso”.

Le criticità sollevate da alcuni genitori

Accanto agli obiettivi condivisibili di protezione dei minori, alcuni elementi del percorso – che si sono aggiunti negli ultimi anni – hanno suscitato perplessità tra i genitori.

Uno dei punti più discussi riguarda l’introduzione di concetti legati all’identità di genere. In una delle stazioni viene esplicitamente indicato che esistono persone che non si identificano nel genere assegnato alla nascita, oppure che non si riconoscono nelle categorie tradizionali di maschio e femmina.

Questi temi vengono anche rappresentati attraverso uno dei personaggi guida del percorso, Kay, descritto in modo volutamente non definito dal punto di vista del genere e associato all’idea di non appartenere né completamente a una categoria né all’altra.

Per alcuni genitori, questo aspetto risulta problematico per due motivi: da un lato, si ritiene che concetti come identità di genere, non binarietà o transizione siano complessi e soprattutto inadatti a bambini della scuola primaria, che stanno ancora costruendo le basi della propria identità; dall’altro, si osserva che questi contenuti non sono strettamente necessari rispetto all’obiettivo principale del percorso, ossia la prevenzione degli abusi.

Un’altra critica riguarda la possibile sovrapposizione tra educazione alla sicurezza personale e trasmissione di determinati approcci culturali. Alcuni genitori percepiscono infatti che, accanto ai messaggi di protezione, venga proposta anche una visione specifica della diversità e dell’identità, che non tutti condividono e che ritengono dovrebbe essere affrontata in ambito familiare.

Infine, emerge una questione più generale sul ruolo della scuola: fino a che punto è opportuno che affronti temi legati alla sessualità e all’identità, e con quali modalità? Il documento destinato agli operatori di questo percorso didattico sottolinea che la scuola ha un compito di supporto rispetto ai genitori in questi ambiti, ma proprio questo punto è oggetto di sensibilità diverse.

Nel complesso, la mostra si inserisce in un quadro di prevenzione ampiamente condiviso, ma solleva interrogativi legittimi su contenuti e modalità, soprattutto quando si affrontano temi delicati in una fascia d’età ancora molto giovane.

I genitori che lo desiderano possono esonerare i propri figli dalla partecipazione a questo percorso didattico?

A questo proposito, il 3 settembre 2025 sono state consegnate le 1118 firme raccolte.

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